LA PIANTA: ANELLO DI CONGIUNZIONE TRA TERRA E SOLE.

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Senza piante, il nostro pianeta sarebbe molto simile alle immagini che abbiamo di Marte o Venere: una sterile palla di roccia. Queste parole, contenute nel prologo de: “La nazione delle piante” di Stefano Mancuso, fanno emergere il bisogno di comprendere quanto le piante siano necessarie per la vita sulla terra e per la nostra personale, immediata sopravvivenza. Gli effetti della non cura verso di loro e verso l’ambiente che ci circonda, li notiamo con evidenza nell’inquinamento atmosferico, inquinamento del suolo e dell’acqua, nel surriscaldamento globale e nell’emergenza climatica. È passata da poco (21 novembre) la Giornata Nazionale degli alberi ed è riconoscente e rispettoso nei loro confronti ricordare ciò che le piante possono fare per darci una mano ma dobbiamo prendercene cura!

Dice Mancuso che senza le piante, l’energia del sole non sarebbe trasformata nell’energia chimica che alimenta la vita. E c’è di più! Perché svolgono un fondamentale e continuo lavoro di disinquinamento assorbendo e degradando molti dei composti contaminanti prodotti dall’uomo. Al contrario di noi uomini che, svolgendo ognuna delle nostre normali attività, inevitabilmente inquiniamo il suolo, l’acqua e l’atmosfera del pianeta che ci ospita.

Mancuso ricorda che l’energia che c’è sul pianeta Terra deriva da tre fonti principali: il Sole, il calore primordiale che proviene dalle origini del nostro pianeta e, infine, il calore dovuto al decadimento radioattivo di alcuni materiali di cui sono composti la crosta e il nucleo terrestre.

Ora, tornando alle piante, Timizjarev individua in particolare nel cloroplasto, il vero anello di congiunzione fra la Terra e il Sole. È al suo interno che si svolge il miracolo della fotosintesi clorofilliana, cioè la conversione dell’energia solare in zuccheri (energia chimica).

Ma cos’è la fotosintesi clorofilliana?

Con la fotosintesi e grazie all’energia del Sole, le piante fissano l’anidride carbonica che c’è nell’atmosfera, formando zuccheri, cioé molecole altamente energetiche e producendo come materiale di scarto l’ossigeno. A livello planetario, la quantità media di energia prodotta dalla fotosintesi è di circa 130 terawatt, ossia circa sei volte maggiore del consumo attuale di energia della civiltà umana.

Ma quanto assorbe una pianta in genere?

Di solito una pianta che ha raggiunto la sua maturità, di medie dimensioni e che si trova in un clima temperato, in un contesto cittadino, assorbe in media tra i 10 kg e i 20 kg di CO2 all’anno. Una pianta, invece, delle stesse caratteristiche ma che si trova in un bosco, quindi in un contesto più naturale, assorbe di più, cioè tra i 20 kg e i 50 kg di Co2 all’anno.

Come avviene il ciclo del carbonio fissato dalle piante?

Il carbonio fissato dalle piante ogni anno è tantissimo. L’enorme quantità di sostanza organica, generata attraverso la fotosintesi appunto, è il motore della vita sulla terra perché l’energia chimica prodotta dalle piante (immaginiamola come cibo o carbone o petrolio, quindi combustibili fossili) viene utilizzata come carburante dal resto della vita animale, che la utilizza in quantità necessarie a garantirsi la sopravvivenza, e dall’uomo che ne fa, invece, un uso smodato utilizzandola come fonte energetica del proprio sviluppo. Ma quando questo carburante brucia, produce residui che vanno ad alterare l’equilibrio ambientale e portano inquinamento. La CO2 che si accumula nell’atmosfera poi, lo sappiamo, è la principale responsabile dell’effetto serra che porta all’innalzamento della temperatura del pianeta. L’uomo, dall’inizio della rivoluzione industriale ha aumentato la concentrazione media annua di CO2 nell’atmosfera. Ora, dobbiamo considerare che il ciclo del carbonio è molto complesso perché ci sono molte variabili. Per esempio, non tutta la CO2 emessa dalle attività umane va necessariamente ad aumentare la quota libera nell’atmosfera: il 30% circa si scioglie negli oceani a formare acido carbonico, bicarbonato e carbonato. Se però da un lato è fondamentale perché blocca una quantità di CO2 che altrimenti ci ritroveremmo nell’atmosfera, dall’altro lato porta di conseguenza al fenomeno dell’acidificazione degli oceani e quindi alla distruzione delle barriere coralline, impattando la vita di tutti gli organismi calcificanti e ovviamente anche l’intera catena alimentare.

Qual è il problema attuale del ciclo del carbonio?

Per milioni di anni questo ciclo ha funzionato, cioè da un lato la CO2 si liberava nell’atmosfera con le combustioni, digestioni, fermentazioni, ecc.. e dall’altro si fissava nelle piante attraverso la fotosintesi. Ora, a partire dalla rivoluzione industriale, questo sistema si è inceppato perché la quantità di CO2 immessa nell’atmosfera con l’uso dei combustibili fossili è diventata talmente enorme da non poter essere più fissata interamente dalle piante. L’enorme quantità di carbonio rimossa dalle piante e che le piante hanno da sempre assorbito, anche in altri periodi, trasformatasi in carbone e petrolio, l’uomo l’ha usata. Ecco quindi l’amplificazione dell’effetto serra, l’aumento delle temperature, ecc..

Cosa possiamo fare?

Per aiutare le piante e quindi favorire il loro supporto a noi umani e alla vita sul pianeta, dobbiamo sicuramente ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera. Anche se ci sono stati vari protocolli, convenzioni, accordi, dal 1988 ad oggi, le emissioni globali annue sono aumentate del 40% circa rispetto all’inizio del processo. Dobbiamo impegnarci di più!

Un’altra soluzione che S. Mancuso individua e che sembra più efficace è… lasciar fare di nuovo alle piante! Ma come? Qui il nostro compito è quello di piantare più piante possibili e bloccare le deforestazioni al più presto, proteggendo anche le poche residue grandi foreste del pianeta che ci sono, perché da esse dipende la nostra stessa possibilità di sopravvivenza. Dobbiamo considerare che senza una sufficiente quantità di foreste, non esiste alcuna possibilità reale di poter invertire il trend di crescita della CO2.

Allora aiutiamo le piante, le foreste, ad aiutarci: piantiamo più piante possibili, dovunque!

 Solo collaborando con loro ce la faremo! Insieme.


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