LA STORIA DELLA MIMOSA: SIMBOLO DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA (8 MARZO)

Nel mese di marzo si celebra la Giornata Internazionale della Donna. Come sappiamo, il simbolo caratteristico è la mimosa.

Ma perché la mimosa è il simbolo di questa giornata?

Perché l’8 marzo si regala proprio una mimosa?

Ci sono varie spiegazioni che si collegano, rispetto al simbolo che questo fiore rappresenta: vediamole!

La mimosa in Italia…

Il simbolo della mimosa caratteristico di questa ricorrenza è nato in Italia.

Nel settembre del 1944, si creò a Roma l’UDI (Unione Donne in Italia), per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d’Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro e fu l’UDI a proporre l’iniziativa di celebrare, l’8 marzo 1945, la prima giornata della donna nelle zone dell’Italia libera. Con la fine della guerra, l’8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l’Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa appunto, secondo un’idea di tre donne partigiane: Teresa NoceRita Montagnana e Teresa Mattei. La proposta della mimosa è stata messa ai voti tra le donne dell’UDI: la pianta ebbe la meglio sull’ipotesi delle anemoni e dei garofani.

Le tre donne scelsero proprio la mimosa come simbolo perché era il fiore più facile da reperire all’inizio della primavera, infatti fiorisce tra febbraio e marzo; è inoltre un fiore che cresce spontaneamente in molte parti d’Italia, è economico ed è facile anche da indossare, cioè è facile anche avere un piccolo rametto da appuntare alla camicetta o alla giacca. Per alcuni, la capacità delle mimose di fiorire anche in condizioni difficili è associata alla capacità di resilienza delle donne stesse e alla capacità di conquistare i propri diritti.

Il simbolo italiano della mimosa nella Giornata Internazionale della Donna si intreccia anche con il percorso storico relativo alla scelta di istituire questa giornata proprio l’8 marzo. 

La Giornata Internazionale della Donna

L’idea di una Giornata Internazionale della Donna nasce nel febbraio del 1909 negli Stati Uniti, su iniziativa del Partito socialista americano. L’anno seguente, nel 1910, la proposta venne raccolta da Clara Zetkin a Copenaghen, durante la Conferenza internazionale delle donne socialiste. In realtà e fino al 1921 i singoli Paesi scelsero giorni diversi per la celebrazione. Sappiamo anche che le celebrazioni furono interrotte in tutti i paesi belligeranti negli anni seguenti lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, avvenuto nel luglio 1914, così come venne cancellato il congresso della Seconda Internazionale previsto a Vienna tra il 23 e il 29 agosto di quell’anno, in concomitanza del quale si sarebbe dovuta svolgere anche la Terza Conferenza internazionale delle donne socialiste. A San Pietroburgo, l’8 marzo 1917 (il 23 febbraio secondo il calendario giuliano allora in vigore in Russia) le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra: la reazione dei cosacchi inviati a reprimere la protesta incoraggiò successive manifestazioni che portarono al crollo dello zarismo ormai completamente screditato e privo anche dell’appoggio delle forze armate, cosicché l’8 marzo 1917 è rimasto nella storia a indicare l’inizio della Rivoluzione russa di febbraio. Per questo motivo, e in modo da fissare un giorno comune a tutti i Paesi, il 14 giugno 1921 la Seconda Conferenza internazionale delle donne comuniste, tenuta a Mosca una settimana prima dell’apertura del III congresso dell’Internazionale comunista, fissò all’8 marzo la «Giornata internazionale dell’operaia».

Quindi è solo in occasione della Seconda Conferenza delle donne comuniste tenuta a Mosca nel 1921 e dopo vari tentativi fatti da Clara Zetkin, che viene proposta e approvata un’unica data per le celebrazioni, in ricordo appunto della manifestazione contro lo zarismo delle donne di San Pietroburgo (1917).

In Italia la Giornata Internazionale della Donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito comunista d’Italia, che la celebrò il 12 marzo, prima domenica successiva all’ormai fatidico 8 marzo. In quei giorni fu fondato il periodico quindicinale Compagna, che il 1º marzo 1925 riportò un articolo di Lenin, scomparso l’anno precedente, che ricordava l’8 marzo come Giornata Internazionale della Donna, la quale aveva avuto una parte attiva nelle lotte sociali e nel rovesciamento dello zarismo.

Falsi storici…1

Alcune tradizioni fanno anche riferimento a un episodio drammatico accaduto negli Stati Uniti, nel 1857, quando alcune operaie, chiuse in fabbrica dal padrone affinché non partecipassero a uno sciopero, persero la vita a causa di un incendio.

In Italia e altri Paesi si è fatto spesso riferimento a un presunto episodio simile avvenuto a New York l’8 marzo del 1911, quando nel rogo di una fabbrica di camicie persero la vita 134 donne. Sembra però che la fabbrica fosse inesistente e che un drammatico rogo avvenne effettivamente ma in febbraio. In realtà, a seconda dei Paesi dove si è affermata questa tradizione cambiano le date, il luogo e il numero delle vittime.

Secondo Tilde Capomazza e Marisa Ombra (che nel libro “8 marzo: una storia lunga un secolo” Jacobelli editore, 2009, hanno studiato le origini della celebrazione) le motivazioni date nel 1921 a Mosca erano troppo legate a un preciso momento politico e vennero presto abbandonate e sostituite da eventi più simbolici.

In ogni caso, il 16 dicembre 1977 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite propose a ogni paese, nel rispetto delle tradizioni storiche e dei costumi locali, di dichiarare un giorno all’anno “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale” (“United Nations Day for Women’s Rights and International Peace“) e di comunicare la decisione presa al segretario generale. Adottando questa risoluzione, l’Assemblea riconobbe il ruolo della donna negli sforzi di pace e riconobbe l’urgenza di porre fine a ogni discriminazione e di aumentare gli appoggi a una piena e paritaria partecipazione delle donne alla vita civile e sociale del loro paese. L’8 marzo, che già veniva festeggiato in diversi paesi, fu scelta come la data ufficiale da molte nazioni.

La scelta dei fiori gialli della mimosa, come visto all’inizio dell’articolo, risale invece al 1946 ad opera delle organizzatrici delle celebrazioni a Roma: Teresa NoceRita Montagnana e Teresa Mattei.

Curiosità: la mimosa nel mondo…

La mimosa è una pianta che è stata importata in Europa all’inizio del XIX secolo. È originaria dell’Australia e in Europa ha trovato il clima ideale per crescere e svilupparsi. A livello storico gli antichi australiani la usavano come cura per le malattie veneree. 

Secondo gli Indiani d’America i fiori della mimosa significano forza e femminilità. Altro motivo che si collega al fiore simbolo della Giornata Internazionale della Donna: non solo infatti fiorisce proprio in concomitanza dell’8 marzo ma ha un significato in linea con la ricorrenza, come visto sopra. Inoltre gli Indiani d’America regalavano la mimosa a una donna per dichiararle il proprio amore.

1 Focus.it 7 marzo 2018: https://www.focus.it/cultura/storia/giornata-internazionale-della-donna-8-marzo

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